5 modi per essere un leader migliore

La crescita della propria leadership è spesso un percorso lungo e che si affronta a piccoli passi, nel miglioramento continuo.

Scrivo questo articolo in seguito alla chiacchierata che ho fatto oggi col mio amico Davide, il quale ha preferito lasciare una grande azienda dove ricopriva un ruolo non di prestigio per dedicarsi anima e corpo ad una piccola organizzazione dove, in pratica, è fondatore, capo ed impiegato.

Mi racconta in modo molto emotivo soprattutto il primo anno, riempito dall’apprendimento, dalla scoperta del suo nuovo ruolo e dall’eccitazione. Mi dice che è stato come fare un corso accelerato di gestione, di pianificazione eventi, di finanza, e di pubbliche relazioni, nonché di team building.

Attraverso questa esperienza, ha imparato alcune lezioni chiave di leadership per aiutare gli altri a diventare i leader che vogliono essere.

  1. Costruire un team di supporto. E’ fondamentale avere sempre un paio di persone a cui sia possibile rivolgersi come se fossero una guida. Queste persone sarebbe consigliabile che siano al di fuori della propria organizzazione. E’ fondamentale che siano sempre affidabili e che possano offrire una spinta morale in caso di necessità, nonché essere in grado di dirvi quando si sbaglia.
  1. Trovare equilibrio. Davide mi racconta come sia facile essere “consumati” dal nuovo ruolo, di lavorare h24, di puntare l’all-in. Per fortuna, essendo lui un tipo razionale, è riuscito a trovare un equilibrio in tal senso. Si è concesso un po’ di distanza dal ruolo di leadership ed ha curato la sua vita personale. Per trovare equilibrio ha pensato che sarebbe stato ingiusto sia per lui che per la sua famiglia continuare a guardare le mail di lavoro sul cellulare od essere sempre a disposizione dei dipendenti o dei clienti.
  1. Dire di no. Per il primo anno, ci sono state un sacco di situazioni per le quali, vuoi il non voler ascoltare, vuoi il non perdere clienti, Davide ha sempre detto di sì. Non era stato, in pratica, selettivo. Con il risultato che dedicava tempo a chiunque e non ne aveva per sé per adattarsi al nuovo ruolo che gli competeva. Il consiglio che Davide ci dà è, quindi, essere protettivo del proprio tempo per “vestirsi” del nuovo ruolo e non essere sopraffatti dalle richieste altrui.
  1. Non avere fretta cambiamento. C’è così tanto da imparare nel tuo primo anno in una posizione di leadership, tra le cose che venivano fatte in un certo modo, giuste o sbagliate, prima che io arrivassi, mi dice Davide. Mi consiglia di non avere paura nel comprendere il quadro più ampio dei cambiamenti che si sta valutando. Datti il tempo di digerire tutto quello che stai verificando. Questo ti permetterà di rendere più intelligenti i cambiamenti oltre che adattare la forma e la posizione dei processi che alle esigenze ed alle necessità dell’organizzazione.
  1. Collaborare per vincere. Costruire alleanze e reti di sostegno è vitale per rendere significativo e positivo il cambiamento. Costruire, quindi, partnership, dare credito dove è dovuto, e ricordare sempre che è molto meglio affrontare una sfida con una squadra che da soli.

In generale, Davide chiude dicendomi che sviluppare uno stile di leadership richiede tempo ed un sacco di pratica. Soprattutto riflettere sulle vostre azioni ed essere disposti ad ammettere quando hai fatto un errore. Lasciare che sia la tua squadra a brillare. E ricorda di prendersi cura di te.

 

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